giovedì 19 febbraio 2015

BATISTUTA 
Tutti lo conoscevano come Batigol: un nome, una garanzia. Nato il giorno 1 febbraio 1969 a Reconquista, Santa Fe, Gabriel Omar Batistuta è stato uno straordinario calciatore,grande sul campo come nella vita, alieno da qualsiasi forma di protagonismo, esordisce nella serie A argentina nel club del Newell's nella stagione 1988/89, dove si rivela ancora un cucciolo in crescita: in sedici partite segna solo quattro gol, una media decisamente destinata a crescere.L'anno seguente passa al River Plate: la stagione è da annoverare come sfortunata, contrassegnata da poche presenze (appena sette nell'arco di tutto il campionato) e da altri quattro gol. Gabriel però, consapevole del suo valore, scalpita. Ma anche chi lo ha osservato attentamente al di là del conteggio burocratico dei numeri sa che la sua è una bomba destinata ad esplodere. E a farne le spese non potranno che essere gli avversari che se lo troveranno sul cammino.Così, quando passa al Boca Junior nel 1990, quella suonata da Batistuta è tutta un'altra musica: molto dolorosa per le orecchie degli avversari che si vedono infilare tredici gol in ventinove partite. Il campioncino ha solo vent'anni ma il pubblico, fino a quel momento un po' sonnacchioso e distratto nei suoi confronti, comincia ad accorgersi di lui. Con buon intuito la Nazionale lo vuole immediatamente fra i suoi ranghi.Galvanizzato Batistuta ricambia con un'infilata di gol memorabile che porta l'Argentina a vincere la Coppa America nel 1991: è proprio Gabriel a salire sul podio di capocannoniere.Inizia per il calciatore argentino l'avventura italiana. I club di casa nostra, sempre con le antenne alzate, è un po' che lo curano, ma alla fine è la Fiorentina che riesce ad aggiudicarselo per cinque miliardi delle vecchie lire. Il primo anno gioca ventisette partite andando a segno tredici volte, fra l'altro senza l'ausilio di rigori o punizioni; nonostante i grandi risultati personali la Fiorentina non ce la fa e scivola, con gran sorpresa di tutti, in serie B.La delusione è grande, il morale rischia di volare rasoterra e anche la voglia di andarsene può fare capolino fra un pensiero e l'altro. Invece l'argentino decide di rimanere a Firenze e di contribuire a risollevare le sorti della squadra. Gabriel non è infatti uomo che ragiona per calcolo o egoismi personali, ma che sceglie in base al cuore, al sentimento, e alla serietà degli impegni assunti.Grazie a lui ed alla sua grande intesa con Francesco "Ciccio" Baiano riesce nell'intento: nel 1994 la Fiorentina torna finalmente a testa alta nella massima categoria.Fa ancora meglio nella stagione 1994/95 quando riesce a segnare consecutivamente per le prime undici partite, per poi aggiudicarsi la classifica capocannonieri con un totale di ventisei reti.È solo l'assaggio di quella che sarà la stagione 1995-96, la più ricca di soddisfazioni: la Fiorentina finisce il campionato al terzo posto, conquista un posto in Europa e il 18 maggio a Bergamo contro l'Atalanta, Batistuta regala ai tifosi la Coppa Italia. Quattro mesi dopo a San Siro, contro il Milan, l'argentino stupisce l'Italia annichilendo i rossoneri con una strepitosa doppietta, l'obolo giusto per portarsi a casa la Supercoppa di Lega.Naturale che a fronte di questi successi e dell'amore che questo campione ha sempre dimostrato verso la città toscana, fra lui e i tifosi si sia creato un rapporto davvero speciale, anche se non sono mancati momenti grigi e incomprensioni. A Firenze si chiaccherava un po' troppo intorno alla sua vita privata, incrinando inevitabilmente la tranquillità del già sensibile Gabriel.La tensione sfocia nell'urlo a squarciagola in occasione del gol segnato appunto a Milano nella finale di Supercoppa di Lega e dedicato alla moglie (chi non ricorda Gabriel che si getta 
dopo il gol sotto le telecamere gridando "Irina te amo"?).I successi di Batigol si sono poi succeduti negli anni con una serie memorabile di reti, contrassegnati da una regolarità impressionante. Se c'è Gabriel in campo si può star sicuri che quella palla prima o poi infilerà la porta per insaccarsi in rete.L'idillio si è in parte incrinato solo nel febbraio del 1999 quando durante Fiorentina-Milan Gabriel ha subito l'infortunio più grave della sua carriera che lo ha costretto a stare fermo per più di un mese.Il suo recupero comunque è stato a tempo di record. L'assenza del capitano ha condizionato sensibilmente la Fiorentina, privata del suo leader, che perde la guida del campionato a favore della Lazio, senza riuscire più a riconquistarla.Clamoroso è stato il suo passaggio alla Roma nell'estate del 2000; successivamente è stato acquistato dai nerazzurri dell'Inter. Poi dal 2003 al 2005 Batigol è stato impegnato in Qatar dove ha concluso la sua carriera agonistica.
Un ultimo dato: con la Nazionale ha superato la soglia dei duecento gol!
Gomez

Mario Gomez Garcia Bello
Nato il 10/luglio/1995 a Riedlingen in Germania
Età:29 anni
Altezza:189 cm
Squadra attuale:A.C.F Fiorentina
Posizione:Punta centrale
Nazionale: Germania

Lo scorso anno si diceva che alla Fiorentina mancava un centravanti da 25 gol a stagione per poter diventare una concorrente per lo scudetto. I viola infatti sono arrivati al quarto posto pur senza una vera punta, ed ora che l’hanno presa cominciano davvero a preoccupare le avversarie. Il colpo grosso, nel vero senso della parola visto che è alto 189 cm e pesa quasi 90 chili, è Mario Gomez Garcia, meglio noto solo come Mario Gomez, centravanti ex Bayern Monaco e per anni considerato uno dei migliori attaccanti a livello mondiale. Ma chi è Gomez?
Come lascia trapelare il suo cognome, nonostante sia nato in Germania ha chiare origini spagnole. Suo padre infatti è andaluso, mentre sua madre tedesca. Nato calcisticamente nell’Ulm, il giovane Mario si fa conoscere dal grande pubblico allo Stoccarda dove approda nemmeno maggiorenne. Lì, dopo aver militato in Serie B, esordisce nella massima serie e si vede subito che si tratta di un gran calciatore. Cresciuto all’ombra di grandi attaccanti della nazionale tedesca come Klose e Podolski che per anni hanno ricoperto il ruolo di coppia d’attacco, da tutti era considerato il loro erede naturale.
Forte fisicamente, grazie ad una potenza ed una stazza impressionanti, Gomez non è soltanto forte di testa ma possiede anche una buona capacità tecnica. Tutte queste sue qualità gli fecero assumere nei primi anni di carriera il soprannome di infant prodige, bambino prodigio, dato che, poco più che ventenne, porta lo Stoccarda con i suoi gol in vetta al campionato ed in Champions League. In 6 stagioni in questa squadra che è sempre da considerare di media classifica, mette a segno 87 reti in 156 partite, dimostrando al mondo il suo valore.
Nel 2009 il progetto Bayern che si basava sull’acquisto ogni anno di 1-2 campioni tocca anche lui. L’ex capocannoniere della Bundesliga Luca Toni comincia ad avere qualche acciacco fisico, e così la dirigenza di quella che diventerà la squadra più forte d’Europa decide di affidare a lui il ruolo di prima punta. E non se ne pentirà. Pagato 30 milioni, inizialmente per fare il vice di Klose, riuscirà negli anni prima a scalzare Toni e poi lo stesso attaccante tedesco che finirà alla Lazio. Lo stesso riesce a fare anche in nazionale dove ormai è titolare inamovibile.
La completa consacrazione arriva proprio con la maglia del Bayern Monaco con la quale riesce a vincere il titolo di capocannoniere alla sua seconda stagione (la prima da titolare) segnando ben 39 gol di cui 28 in campionato, per un totale di 113 gol in 174 partite, numeri da vero campione. A queste fredde cifre bisogna aggiungere anche che con il Bayern ottiene 3 finali di Champions League in 4 anni, di cui due perse e l’ultima vinta. Peccato per lui che proprio quest’ultima stagione sia stata abbastanza travagliata.
Un brutto infortunio ad inizio stagione ne ha rallentato la carriera, tanto da fargli perdere il posto da titolare. Il suo allenatore, Heynckes, prova l’esperimento adattando il difensore centrale croatoMandzukic nel suo ruolo, ed ha successo perché le sue prestazioni sono stellari. In questo modo Gomez ha tutto il tempo di recuperare, ma anche una volta tornato al 100% la porta è ormai chiusa. A tutto questo va aggiunto anche qualche problemino nella vita privata dato che proprio durante l’inverno scorso ha terminato la relazione con sua moglie che andava avanti da 9 anni.
Come accade per molti campioni, arriva un certo punto nella carriera in cui decide di dare una svolta, e probabilmente anche la vita privata (oltre all’ingaggio di Lewandowski da parte del Bayern) lo spingono a cambiare totalmente campionato. Basta con la Bundesliga, Gomez decide di andare a giocare in Italia, un Paese che lo ha sempre affascinato come dimostrano le attestazioni di stima nei confronti di Juventus e Roma che negli scorsi anni tentarono di ingaggiarlo. Quest’anno la concorrenza era composta da Napoli e Fiorentina, e nonostante gli azzurri fossero in Champions League, Gomez ha scelto Firenze. Un po’ perché gli piace la città, ma anche perché convinto dal progetto di Montella, fatto sta che in questi giorni si registra il suo passaggio costato 16 milioni più 4 di bonus. Mario Gomez arriva con un bagaglio pesante a Firenze: 3 scudetti e 4 coppe vinti in Germania, una Champions League e due titoli da capocannoniere, di cui uno ottenuto nell’ultimo Europeo di Polonia e Ucraina. Ci arriva anche relativamente giovane visto che domani compie 28 anni, e quindi potenzialmente potrebbe regalare ai viola almeno 4-5 anni di calcio ad altissimi livelli.





Valore di mercato:
15,00 mln €
Ultima modifica: 07/gen/2015
Inno Fiorentina

Oh Fiorentina di Narciso Parigi


GARRISCA AL VENTO IL LABARO VIOLA
SUI CAMPI DELLA SFIDA E DEL VALORE
UNA SPERANZA VIVA CI CONSOLA
ABBIAMO UNDICI ATLETI E UN SOLO CUORE
OH FIORENTINA

DI OGNI SQUADRA TI VOGLIAM REGINA

OH FIORENTINA 
COMBATTI OVUNQUE ARDITA E CON VALOR
NELL'ORA DI SCONFORTO O DI VITTORIA
RICORDA CHE DEL CALCIO E' TUA LA STORIA 
MAGLIA VIOLA LOTTA CON VIGORE
PER ESSER DI FIRENZE VANTO E GLORIA
SUL TUO VESSILLO SCRIVI FORZA E CUORE
E NOSTRA SARA' SEMPRE LA VITTORIA
OH FIORENTINA
DI OGNI SQUADRA TI VOGLIAM REGINA
OH FIORENTINA
COMBATTI OVUNQUE ARDITA E CON VALOR
NELL'ORA DI SCONFORTO O DI VITTORIA
RICORDA CHE DEL CALCIO E' TUA LA STORIA

giovedì 12 febbraio 2015

4-2 storico

4-2 storico:
1' tempo: 0-2 
gol di: Tevez (rig) 
           Pogba (di colore)
2' tempo: 4-2 STORICO
gol di: Rossi (rig)
           Rossi (Pepito)
          Joaquin (Gioacchino)
           Rossi (Pepito)
ESPLODE L' ARTEMIO FRANCHI
by Gomez